Alla ricerca della bibliovarietà: “Manuale di caccia e pesca per ragazze” di Melissa Bank

La scoperta

Ho incontrato il romanzo di Melissa Bank grazie alla casa editrice Accento, scoperta durante “Più libri più liberi”. La presenza costante allo stand di Alessandro Cattelan – editore competente ben oltre ciò che la sua notorietà televisiva potrebbe far presagire – mi ha spinto a esplorare il loro catalogo. Cercavo testi capaci di arricchire la bibliovarietà della biblioteca scolastica, storie che potessero parlare la lingua dei giovani lettori della fascia 16-19 anni senza banalizzarne le emozioni.

Perché questo romanzo nella biblioteca scolastica

Il tema: crescere attraverso l’amore

La protagonista, Jane, attraversa le diverse stagioni della vita adulta confrontandosi con l’amore, la ricerca di sé, le relazioni. Non è un romanzo che racconta l’adolescenza, ma il percorso verso l’età adulta: proprio ciò di cui hanno bisogno i nostri studenti più grandi, che si affacciano al mondo con domande complesse e meritano risposte letterarie altrettanto complesse.

Jane sbaglia, impara, si perde e si ritrova. Offre ai giovani lettori uno specchio realistico del diventare adulti, lontano da narrazioni edulcorate o eccessivamente drammatiche. È un romanzo che rispetta l’intelligenza emotiva dei sedicenni, senza infantilizzarli né sovraesporli.

La forma: il romanzo di racconti come modello narrativo

La bellissima copertina di “Manuale di caccia e pesca per ragazze” di Melissa Bank, progetto grafico di Paper Paper

“Manuale di caccia e pesca per ragazze” è un romanzo di racconti: storie autonome che, intrecciate tra loro, costruiscono una narrazione più ampia e complessa; è la stessa struttura che successivamente ritroviamo in “Olive Kitteridge” di Elizabeth Strout. Paolo Cognetti, nella prefazione, inserisce il testo all’interno della letteratura giovanile americana degli anni Ottanta e Novanta del Novecento, ambientata in un contesto urbano e che ha ispirato quella degli anni successivi. Il racconto era la forma letteraria diffusa tra gli autori esordienti nelle scuole di scrittura americane per la sua più semplice gestione della trama pur nella sua profondità. Melissa Bank si inserisce all’interno di un filone femminile che aveva come riferimento autrici di alto livello come Margareth Atwood e Joyce Carol Oates.

Per gli studenti con ambizioni di scrittura, questa forma rappresenta un modello prezioso. Il romanzo di racconti permette infatti di costruire storie concluse, più gestibili anche per chi sta imparando il mestiere narrativo, senza l’impegno strutturale di un romanzo tradizionale a trama unica. Allo stesso tempo, offre la possibilità di sperimentare con toni e punti di vista diversi da un racconto all’altro, mantenendo comunque una coerenza complessiva attraverso il personaggio o il tema che fa da filo conduttore. La profondità narrativa non nasce qui dalla complessità di un’unica grande trama, ma dall’accumulo progressivo di episodi che si stratificano, rivelando gradualmente la ricchezza del mondo narrato e l’evoluzione dei personaggi.

È un buon mentor-text per chi inizia a scrivere rispetto al romanzo tradizionale, ma non per questo meno ambizioso o letterario.

Il racconto finale che dà il titolo al romanzo è esilarante e non può non essere letto!

La scrittura: qualità e versatilità come esempio

La scrittura di Melissa Bank è di ottima qualità: l’autrice alterna punti di vista, calibra i tempi narrativi, crea uno stile coinvolgente senza mai scadere nel compiacimento.

Inoltre, la versatilità della voce narrante – capace di accompagnare Jane dalla giovinezza alla maturità – dimostra come una buona scrittura sappia raccontare i diversi ruoli che ricopriamo nel nostro percorso affettivo senza perdere autenticità. Leggendo, mi sono ritrovata più volte a riconoscermi in Jane nelle diverse stagioni della mia vita: questa capacità di parlare a età diverse è il segno di una scrittura che permane nel tempo.

Melissa Bank: una scrittrice esordiente come modello

Quando Bank pubblicò questo libro nel 1999, era una scrittrice esordiente. Il suo successo – il romanzo divenne un caso letterario – dimostra ai nostri studenti che il talento narrativo, unito al lavoro sulla forma e alla scelta di una struttura intelligente, può trovare spazio nel panorama editoriale.

Per i giovani che scrivono o sognano di scrivere, Bank rappresenta un esempio concreto: non una scrittrice di lunga carriera, ma qualcuno che ha fatto il proprio esordio con un’opera strutturalmente originale e tematicamente onesta.

Bibliovarietà come responsabilità educativa

Inserire “Manuale di caccia e pesca per ragazze” nella biblioteca scolastica significa innanzitutto offrire ai lettori a partire dai 16 anni storie che rispettino la loro complessità emotiva, senza semplificazioni o banalizzazioni. Significa anche proporre ai giovani scrittori un modello formale accessibile ma ambizioso, che dimostri come si possa costruire letteratura di qualità attraverso strutture narrative non convenzionali. Inoltre, questa scelta permette di ampliare la bibliovarietà accogliendo voci che non nascono dall’editoria Young Adult ma sanno comunque parlare ai giovani adulti con autenticità e profondità. Infine, dimostra concretamente che la letteratura “generale” può diventare un ponte naturale tra adolescenza e vita adulta, accompagnando i lettori in quella fase di passaggio così delicata senza costringerli entro i confini di generi predefiniti.

La biblioteca scolastica non deve solo ospitare libri “per ragazzi”, ma testi che accompagnino la crescita, che mostrino che la letteratura sa parlare tutte le lingue dell’umano – anche quella difficile, bellissima lingua del diventare grandi.

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